tegame con la scafata umbra, contorno con fave e bietole
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Scafata umbra: ricetta tipica della cucina contadina

La scafata umbra è un piatto tipico della cucina contadina primaverile. Preparata soprattutto tra Umbria e alto Lazio, nasce come ricetta povera legata al periodo della raccolta delle fave fresche e all’utilizzo delle erbe spontanee di campo.

Un piatto semplice, stagionale, la scafata racconta un modo di cucinare essenziale, dove pochi ingredienti venivano valorizzati attraverso cotture lente e aromi naturali.

Le origini della scafata umbra

La scafata affonda le sue radici nella tradizione agricola umbra. In passato veniva preparata nelle campagne durante la primavera, quando le fave erano ancora tenere e abbondavano negli orti insieme a cipollotti, bietole ed erbe aromatiche spontanee.

Nella versione più antica la ricetta era molto semplice: fave fresche, cipolla, olio extravergine d’oliva e aromi di campo come finocchietto selvatico e menta. Si trattava di una zuppa povera ma nutriente, spesso servita con pane raffermo.
Con il tempo si sono aggiunte molte varianti, pomodoro, guanciale, erbe aromatiche, tutte ricette semplici, ma diverse nel gusto.

Nella cucina contadina si cercava di non sprecare nulla, le fave più giovani e tenere venivano spesso consumate crude insieme al pecorino, mentre quelle leggermente più mature, ormai meno delicate ma ancora fresche, erano considerate ideali per preparazioni a lunga cottura come la scafata.

La cottura lenta permetteva di ammorbidire gradualmente la buccia delle fave, mentre le erbe aromatiche e l’olio contribuivano a rendere il piatto saporito e profumato. Il risultato era una consistenza rustica e corposa, tipica delle antiche minestre contadine umbre.

Io considero la scafata più un contorno che una zuppa, ma se lasciate il fondo di cottura abbondante e servite con pane tostato, otterrete una zuppa perfetta.

scafata, zuppa di fave e bietole, aromatizzata al finocchietto selvatico

Gli ingredienti della scafata umbra

Fave fresche

Tradizionalmente la scafata veniva preparata anche con fave ormai meno tenere, che la lunga cottura trasformava in una zuppa rustica e saporita, tipica della cucina di recupero contadina.

Nelle campagne umbre, le fave, erano considerate uno dei primi veri prodotti della bella stagione.
Se avete a disposizione una buona quantità di fave, provate anche le fave con le cotiche, una ricetta tipica di Todi.

Cipolla o cipollotto

Elemento fondamentale della base aromatica, dona dolcezza e accompagna la naturale morbidezza delle fave.

Erbe aromatiche spontanee

Il profumo della scafata è legato soprattutto alle erbe di campo.

Tra quelle più utilizzate:

  • finocchietto selvatico
  • menta o mentuccia
  • prezzemolo
  • alloro

Il finocchietto selvatico conferisce note fresche e leggermente balsamiche, mentre la menta aggiunge vivacità e leggerezza.

Bietola e verdure di stagione

Molte famiglie umbre arricchiscono la scafata con bietola, cicoria o altre verdure primaverili, rendendo il piatto ancora più rustico e completo.

ricetta della scafata umbra, da gustare con pane sciapo

Scafata umbra

Preparazione 10 minuti
Cottura 50 minuti
Tempo totale 1 ora
Porzioni 4 persone
Portata Contorno, Zuppa
Cucina Umbra
Keyword Cucina contadina, Erbe campagnole umbre, Fave

Attrezzatura

  • 1 tegame
  • 1 Cucchiaio

Ingredienti

  • 300 g di fave fresche sgranate
  • 50 g di bietola selvatica
  • 50 g di guanciale
  • 20 g di cipolla
  • q.b. di olio extra vergine di oliva
  • q.b. di sale
  • q.b. di pepe
  • finocchietto selvatico

Istruzioni

  • Tritate la cipolla e mettetela in un tegame con 2 cucchiai di olio, portate sul fuoco e lasciate cuocere a fuoco lieve per circa 3-4 minuti.
  • Tagliate il guanciale a cubettini e unitelo al tegame con la cipolla, lasciate sul fuoco finché il grasso non si sarà sciolto.
  • Unite le fave e la bieta tritata grossolanamente, unite poco brodo caldo, regolate di sale e pepe e fate cuocere per circa 40-45 minuti, o finché le fave non saranno tenere.
  • A fine cottura, aggiungete il finocchietto tritato, mescolate bene e fate riposare un paio di minuti prima di servire.
  • Accompagnate la scafata con pane fresco o tostato.
Scafata contadina umbra, con fave, bieta e finocchietto

Le varianti della scafata umbra

Come molte ricette della cucina popolare, anche la scafata non ha una versione unica. Ogni famiglia ha la sua versione, che considera la migliore.

Scafata con guanciale

Una delle varianti più diffuse prevede l’utilizzo del guanciale.

In questo caso il guanciale viene rosolato all’inizio della preparazione insieme alla cipolla, creando una base più sapida e intensa. Il grasso sciolto arricchisce le fave senza coprirne completamente il sapore.

Questa versione rappresenta bene l’evoluzione della cucina contadina, che col tempo ha introdotto ingredienti più ricchi mantenendo però la struttura originaria del piatto. Ed è la versione che preparo io.

Scafata con pomodoro

Alcune ricette prevedono l’aggiunta di pomodoro fresco o pelati.

Il pomodoro dona maggiore umidità e una lieve acidità che bilancia la dolcezza delle fave, trasformando la scafata in una preparazione più vicina a uno stufato.

Scafata con bietola

La bietola è una delle aggiunte più comuni, conferisce volume, morbidezza e un gusto vegetale che si integra perfettamente con fave e aromi spontanei. Spesso si utilizza bietola spontanea, raccolta nei campi incolti, saporita, a km0 e anche a costo zero.

La scafata umbra, piatto simbolo della primavera

La scafata è molto più di una semplice zuppa di fave. È un piatto che racconta la cultura agricola dell’Umbria, il legame con la stagionalità e la tradizione delle cucine contadine.

Ancora oggi viene preparata durante la primavera, mantenendo così, la memoria gastronomica del territorio.

La forza della scafata sta proprio nella sua semplicità: pochi ingredienti genuini, aromi spontanei e una cucina capace di valorizzare ciò che offre la stagione.

Conclusione

La scafata umbra rappresenta uno dei migliori esempi della cucina tradizionale dell’Italia centrale. Nata come piatto povero, si è evoluta nel tempo attraverso numerose varianti familiari senza perdere il suo carattere originario.

Che venga preparata nella versione più antica con sole fave ed erbe aromatiche, oppure arricchita con guanciale, bietola o pomodoro, la scafata continua ancora oggi a raccontare la storia e l’identità della primavera contadina umbra.

Miria Onesta

Miria Onesta

Racconto l’Umbria attraverso la cucina, le ricette di casa e le storie legate al territorio. Ho imparato a conoscere i sapori, le stagioni e le erbe spontanee attraverso l’esperienza e l’osservazione, tra campi, cucina quotidiana e tradizioni contadine. Umbria a tavola – Food & Wine nasce dal desiderio di custodire questa memoria e raccontarla, tra tradizione, borghi e cucina di casa.

Scopri di più su di me qui.


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